Un'eredità di sartoria, corsetteria e audacia che si presta alla tecnologia digitale
Per Vivienne Westwood, la silhouette non è mai stata semplicemente una questione di abbigliamento. È un'architettura, una dichiarazione, un modo di sovvertire i codici consolidati con una sartorialità precisa e un acuto senso di provocazione. Il corsetto, i tagli, il gioco di tensione tra costrizione e libertà fanno parte di un vocabolario storico, al contempo radicato nella tradizione e decisamente contemporaneo. Questo vocabolario ha una caratteristica particolare: si presta naturalmente alla modellazione perché si basa su linee di costruzione, volumi e aggiustamenti meticolosamente calcolati.
La moda digitale non arriva qui come una moda tecnofila, ma come un nuovo spazio di lavoro per una grammatica già fortemente "ingegnerizzata". In un contesto in cui le case di lusso devono conciliare desiderabilità, ritmo delle collezioni e pressioni sui costi, la questione non è più se la tecnologia digitale abbia un posto, ma come integrarla senza diluire il DNA artigianale . Un concorso di design 3D , concepito come estensione del laboratorio, diventa uno strumento creativo tanto quanto un gesto culturale: dice cosa
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