Dalla pasticceria alla bottiglia: l'ascesa di una prelibatezza "chic"
Alcune note olfattive sfrecciano nel mondo della profumeria come comete, mentre altre si radicano e diventano un linguaggio condiviso. Dopo la vaniglia, l'frutti rossi intensamente "ghiacciaticome la ciliegia e la mania del matcha con le sue note che ricordano il latte macchiato, il pistacchio è emerso come l'ultima ossessione gourmand. Questo fenomeno è tutt'altro che banale: evidenzia un profondo cambiamento nel modo in cui consumatori, marchi e persino piattaforme digitali plasmano il desiderio olfattivo.
Il pistacchio, a lungo relegato all'immaginario del gelato, del pralinato e della pasticceria levantina, possiede un lusso discreto. È un ingrediente che suggerisce opulenza senza ostentarla, una prelibatezza più " haute couture " che un semplice dolce. Laddove la vaniglia può essere solare, ricca o quasi caramellata, il pistacchio apporta una sfumatura verde, lattiginosa, a volte leggermente salata, che modernizza all'istante un abbinamento gourmand.
Nella terminologia della profumeria, si parla di "profumi gourmand" per indicare quelle creazioni che evocano il cibo, senza esserne una riproduzione letterale: imitano la panna, il biscotto, lo zucchero caldo, la polvere di mandorle, ecc.
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