Quando un marchio di lusso si interessa ai vigneti senza lanciare una bottiglia con il proprio marchio
Vedere Chanel rafforzare la sua presenza nel mondo del vino potrebbe sembrare sorprendente, dato che la Maison è principalmente associata alla moda, all'artigianato, ai profumi e alla bellezza. Eppure, i recenti avvenimenti confermano una tendenza fondamentale: il crescente interesse dei fratelli Wertheimer, proprietari di Chanel, per regioni vinicole eccezionali, da Bordeaux alla Napa Valley. L'obiettivo non è quello di "fare il vino Chanel" come si farebbe con un accessorio, ma piuttosto di affermarsi in un mondo di scarsità dove tempo, terra e tradizione sono importanti quanto la creazione stessa.
Questo approccio scaturisce da una logica precisa, tipica delle strategie di valorizzazione del patrimonio: consolidare la posizione in beni reali e tangibili radicati in un territorio e in una storia; sviluppare influenza attraverso l'ospitalità e le esperienze; ed espandere l'universo del marchio senza estendere direttamente la gamma di prodotti. Il vino, in questo caso, non è un prodotto derivato, ma un territorio simbolico, nel vero senso della parola.
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